VIRGINIO

9 ANNI DI “AD OCCHI CHIUSI”

 9 anni fa è uscito il singolo Ad occhi chiusi di Virginio Simonelli. In arte Virginio, nel 2006 ha partecipato al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove proposte” con il brano Davvero, che anticipa il suo primo album Virginio.

Dopo diversi singoli, tra cui Instabile e Novembre, nel 2010 fa la sua prima esperienza da scrittore con i brani Milleluci e Adesso stop! con Paola & Chiara.

Nel settembre dello stesso anno partecipa alla decima edizione di Amici, che riesce a vincere. È proprio in questa occasione che escono i singoli Non ha importanza, Dolcenotte e Ad occhi chiusi uscito, appunto, il 29 marzo 2011.

Ecco il testo del brano:


Stavolta sarò io

A non voltarmi mai

A fingere che tu non ci sarai

Ad aspettarmi lì

Contando i passi.

Stavolta sarai tu

A rimanere qui

In questo letto senza angoli

A far finta di niente.

Non guarderò indietro

Nelle stanze vuote

Dove tu ti sveglierai

E camminerai ad occhi chiusi

Ritroverai dentro alle frasi

Che io non ti dirò più

Tanto questa città non se ne accorgerà.

E l’auto scorre via

Mentre io lascio qui

Le luci arancio dei semafori

E questa dipendenza è l’ultima

Bellissima follia

Non guarderò indietro

Nelle stanze vuote

Dove tu ti sveglierai

E camminerai ad occhi chiusi

Mi troverai dentro alle

Frasi che io non dirò più

Tanto questa città non se ne accorgerà.

Non guarderò indietro

Nelle stanze vuote

Dove tu ti sveglierai

E camminerai ad occhi chiusi.

Mi troverai

Dentro alle frasi che

Io non ti dirò più

Tanto questa città non se ne accorgerà.

Il singolo, estratto dall’album Finalmente, vede come co-autore Saverio Grandi.

Con questo brano Virginio ha voluto raccontare la fine di una storia d’amore.

Una fine che sembra quasi voluta, come se la persona ferita volesse far provare al suo ex amore il suo stesso dolore. Ciò si può evincere dalle parole della prima strofa: stavolta sarò io a non voltarmi mai, a fingere che tu non ci sarai, ad aspettarmi lì contando i passi. Stavolta sarai tu a rimanere qui in questo letto senza angoli, a far finta di niente.

Nel ritornello si delinea la forza della persona ferita, interpretata dal cantante Virginio, nel non voltarsi indietro e quindi nel non rimpiangere le scelte fatte.

Nella seconda strofa si mette in risalto la concezione della vita che scorre, che continua nonostante la fine di un amore, il quale però, malgrado il dolore che provoca, è paragonato ad una dipendenza che è l’ultima bellissima follia. Quest’ultimo verso segnala la malinconia che il cantante prova nel parlare di un amore bellissimo che non può avere futuro. Egli segue questa linea anche nel secondo ritornello, uguale al primo nel testo, ma differente nelle armonie.

Il punto forte di questo brano è l’armonia tra testo e melodia: i due si completano, appunto, l’uno con l’altra. Virginio fa corrispondere il dolore espresso dal testo alla malinconia trasmessa dalla melodia.

È per questo motivo che, nonostante siano passati 9 anni, questo brano sembra recente, conserva ancora intatta l’anima dell’artista. È come una fotografia, che immortala un momento. Il tempo potrà anche logorare la carta su cui è stata stampata quell’immagine, ma essa non invecchierà mai: diventa eterna.

Questo è quello che la musica, come ogni altra forma d’arte, genera. Essa è forse la manifestazione del desiderio insito in ogni uomo: l’essere eterno.

Articolo a cura di

Adriana Cinardo

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