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MODA’ IL NUOVO ALBUM

“TESTA O CROCE”; L’ALBUM DI SICURO CONVINCE I NOSTALGICI, MA IL PUBBLICO ATTUALE?

MODA' IL NUOVO ALBUM

I Modà sono tornati dopo quattro anni e lo hanno fatto con il nuovo album intitolato “Testa o Croce”. Un progetto di 13 brani che segna il nuovo inizio della band e che racconta la quotidianità, una finestra dalla quale chiunque può osservare il mondo con una luce diversa. Kekko ha evidenziato i lati più delicati dell’essere umano in maniera autentica e con verità espressiva: a partire dal sentimento dell’amore e le sue sfumature alle decisioni più complicate da intraprendere tutti i giorni.

Tutto questo “sentimentalismo assortito” lo troviamo nel singolo “Quelli come me”, nel quale descrive la solitudine dell’essere umano che a volte ha bisogno di sfogarsi con uno sconosciuto al bar o nel brano “Quel sorriso in volto” nel quale riesce a parlare della propria storia d’amore, senza  mai pronunciare la parola amore.  Mentre con il brano “Guarda le luci di questa città”, un inno a Milano che in questi ultimi anni ha avuto grandi cambiamenti per quanto riguarda l’aspetto ma è rimasta immutata per ciò che concerne l’anima.  Il singolo “Una vita non mi basta” è un monito alle nuove generazioni che non dialogano con i propri genitori o con le altre persone perché distratte dai cellulari. Infatti, Kekko ha dichiarato in una recente intervista: “Gli smartphone stanno rovinando i rapporti e stanno isolando le persone”.

Insomma dei brani in perfetto stile Modà senza contaminazioni, e qui qualcuno può arricciare un po’ il naso. La band si è ripresentata senza snaturasi e qualcuno la può amare o odiare, per scelta artistica, continuamente rivendicata di un pop classico e un po’ sdolcinato. Una musica un po’ demodé, quella dei Moda, i quali sono consapevoli di essere un po’ fuori dagli standard del pubblico attuale: “Testa o Croce non è il sound che c’è adesso in Italia, noi non siamo né rap e né trap. Non pensiamo alle classifiche, ma al cuore. Abbiamo la sensazione che i dischi che dureranno saranno quelli interamente suonati con basso, chitarre, noi ci mettiamo anche i violini, non quelli con campionatori o macchine elettroniche”. A quanto pare la band sta cercando di sfidare un po’ le mode del momento, consapevole del fatto che si volatilizzeranno con il passare degli anni.

A cura di:

Katya Di Luna

RPI

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