IL CORONAVIRUS IN ITALIA ED IN CAMPANIA

I numeri

“La situazione migliora di giorno in giorno, ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia poiché la situazione è ancora critica” è quanto rimbomba tra le dichiarazioni di esperti e della protezione civile, primo fra tutti Borrelli, il quale quotidianamente rilascia tutti i numeri inerenti alla pandemia in Italia, affiancato da un esponente del “Consiglio superiore della sanità”, numeri che al 6 Aprile sono aggiornati a 93.187 positivi, rispetto a ieri un aumento minimo, di sole 1941 unità, numero decisamente più basso rispetto ai giorni passati.

Contagi in calo

La situazione è dunque buona soprattutto, come ha confermato il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla luce del fatto che i decessi ed i nuovi contagi in relazione sembrano essere proporzionali, considerando che le persone decedute sono state contagiate all’incirca due settimane prima, mentre i nuovi contagi circa quattro o cinque giorni.

Di tutti i contagiati, inoltre, circa il 65% risulta essere asintomatico o con sintomi di lieve entità, e sono in continua diminuzione i ricoverati in terapia intensiva.

La fase due

Una situazione che lascia intravedere alla fine del tunnel la luce della cosiddetta fase due. Una fase su cui in realtà si è detto poco, ma che, secondo delle dichiarazioni varie, si può ricostruire come un periodo in cui, con cautela, si cerca di portare la situazione ad una condizione più simile alla realtà, una condizione dove si preparano le basi per una vera e propria rinascita, è il periodo di “Convivenza col virus”, come lo ha definito anche il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

La situazione in Campania

Buone notizie giungono anche dalla regione Campania, dove per tre giorni di seguito la situazione è gradualmente migliorata, in quanto negli ultimi tre giorni le percentuali dei positivi non hanno superato il 10%, ed i casi quotidiani sono in continua decrescita.

Nonostante ciò continuano comunque ad essere prese delle decisioni di prevenzione, come quella secondo cui il presidente della regione De Luca ha deciso di blindare un altro comune campano, ovvero Lauro, il settimo, ed il fatto che a Capri è obbligatorio l’utilizzo della mascherina.

Sono anche diverse iniziative, però, in Campania che sicuramente rendono perlomeno di buon umore, come quella di alcune sartorie che, vedendosi bloccate le attività per via dell’emergenza, hanno iniziato a produrre delle mascherine personalizzate. La prima è stata la sartoria partenopea “Sartoria italiana”. Sulla stessa scia ha proseguito la “Sartoria da Napoli” di Andrea Cammarota, una sartoria che, più precisamente, produce delle mascherine artigianali direttamente dalle cravatte, un tocco di colore e di fantasia per creare una sorta di ottimismo in una situazione drammatica, ma dal quale usciremo a testa alta.

Articolo a cura di:

Matteo Frascadore

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