CHIARA CARMOSINI artista

Chiara Carmosini al suo esordio nel mondo della musica, lancia il suo primo singolo “Per esser libera”

Nata a Roma il 3 settembre 2003, Chiara Carmosini è un’artista già con le idee chiare e con un percorso già destinato al mondo della musica. L’aspirante cantante, infatti, ha iniziato a cantare da piccolissima per poi prendere parte a diverse selezioni allo Zecchino d’Oro, noto Festival Internazionale della canzone del bambino. All’età di sei anni è stata ammessa nel Laboratorio delle Voci Bianche di Santa Cecilia di Roma. In seguito ha continuato a cantare per diversi anni in un coro di quartiere e ha intrapreso gli studi di pianoforte, di violino, di chitarra e di ukulele per ampliare le sue conoscenze a livello musicale. Inoltre, ha preso parte a diversi contest canori fino a vincere il premio Musical nel 2016. Dotata di voce energica, Chiara canta per esprimersi con la musica, che la aiuta a trovare un suo equilibrio ma allo stesso tempo un suo squilibrio per lasciarsi totalmente andare a quella sua sensibilità. “Per esser libera” è il singolo d’esordio di Chiara, nel quale racconta la sua voglia di curiosità di intraprendere diverse strade nella sua vita, senza farsi intimidire troppo dall’incertezza. Per saperne di più sulla sua musica e sul suo brano, Radio Power Italia ha intervistato la giovane artista.

Raccontaci un po’ di te. Com’è nata questa passione per la musica, in particolare il canto?

“La passione per il canto è nata insieme con me e l’ho sempre avuta fin da quando ero piccola. Ha dunque iniziato a cantare quasi quando ho cominciato a pronunciare le prime parole. Comunque, non sarei la stessa senza la musica, perché mi aiuta sempre quando sono felice ma soprattutto quando sono triste. Inoltre, mi aiuta a ritrovare spesso un equilibrio e mi sento comprese, ma a volte anche uno squilibrio perché sento delle emozioni molto forti. Ci sono delle volte in cui ascolto alcune canzoni che mi rimandano a dei momenti della mia vita e quindi scoppio a piangere quasi involontariamente.”

Possiamo dire che hai trovato un tuo modo di manifestare la tua sensibilità. Arte e sensibilità vanno di pari passo, non pensi?

“Sì, sono d’accordo. Penso che una persona sensibile in qualche modo debba manifestare la sua grande capacità di percepire le emozioni e questo avviene attraverso le arti, come il disegno, il teatro, il canto e la danza.”

Solitamente, ogni artista ha un suo modello d’ispirazione. Quali sono i tuoi?

“Direi Christina Aguilera, anche se in realtà è arrivata in secondo luogo. La prima cantante che mi ha ispirato è stata Adele, e, infatti, la sua “Rolling in the deep” è un mio cavallo di battaglia. Sono cresciuta assieme alla musica di Adele, che tuttora ascolto. Poi, Christina Aguilera è una cantante molto importante per me da quando ho conosciuto la sua musica e i suoi brani. M’ispira molto il suo genere blues e la sua voce potente. Un’altra cantante da cui traggo inspirazione è Alicia Keys per il suo timbro che arriva dritto al mio cuore. Poi, sicuramente ci sono anche cantanti come Aretha Franklin e Amy Winehouse.”

Sei molto giovane e hai già questa capacità di “mixare” un po’ insieme queste vocalità di artiste così importanti per la musica. Rivelaci qualche piccolo escamotage.

“Diciamo che un genere che accomuna tutte queste cantanti è il blues, che accompagna un po’ quasi tutte le mie canzoni. Quindi, cerco di diffonderlo un po’ di più in Italia, magari con delle sonorità più moderne.”

Raccontaci della nascita del tuo primo singolo “Per esser libera”

“Sì, il singolo è stato realizzato insieme ai miei collaboratori Stefano Russo e Alex Afilani, che mi hanno aiutato nella produzione del testo. E’ un brano che ho provato molto inteso e per nulla superficiale. Poi abbiamo unito le sonorità blues, che non devono mancare. Il brano invita l’ascoltatore a lasciarsi andare e seguire la propria strada verso i suoi obiettivi, che sebbene possa sembrare complessa potrebbe essere quella che sentire liberi di essere se stessi. Nella canzone inoltre c’è una frase che dice “il senso esatto delle cose, è scritto a matita”, che vuol dire che ciò che oggi può avere senso, domani non potrebbe averlo più.  Nel testo c’è anche la metafora dell’acqua, che rappresenta noi come esseri umani come “l’acqua” perché siamo destinati a trovare la nostra foce, ovvero i nostri obiettivi. Dobbiamo quindi dare più fiducia a noi stessi e seguire ciò di cui ci sentiamo destinati.”

E’ appena trascorso un periodo un po’ complicato per tutti, quello del lockdown. C’è chi l’ha vissuto con grande profondità, riflessione e traendone anche ispirazione per quanto riguarda l’arte e chi non l’ha vissuta in modo più “ansiogeno”. Tu invece come te lo sei passato?

“Durante il lockdown ho iniziato a idealizzare il mio inedito, che poi sono riuscita a realizzare quando c’è stata la possibilità di poter incontrare gli autori. Posso dire che durante il lockdown, ho riflettuto molto su ciò che potrebbe essere il mio futuro, che potrebbe dividersi in due strade completamente diverse: quella di studiare medicina e diventare magari una psichiatra, e quindi più sicura, e l’altra quella della cantante, che è quella che mi rende più felice. Il mio futuro però lo vedo a cantare su un palco, con il microfono e davanti al mio pubblico, che può essere piccolo o grande. Voglio cercare di trasmettere delle passioni e delle emozioni, che sento dentro perché fa parte del mio essere sensibile. Quindi, amo far comprendere alle persone ciò che provo dalle parole che intono in quel determinato momento.”

C’e qualcuno del tuo piccolo pubblico che ha visto qualche scintilla in te o magari chi inizialmente ti ha criticato e poi si è ricreduto?

“Parlandone con i miei amici, ho notato che spesso si ritrovano nei testi. Questo perché si ritrovano anche loro a compire delle scelte che sembrano più sicure e magari sono anche quelle più ovvie, ma quando non sono quelle che ti fanno sentire davvero bene.”

Potresti anticipare qualche tuo progetto futuro?

“Per ora, non c’è nulla di particolarmente concreto. Quindi, sto ancora scrivendo qualche testo e ho cominciato seriamente lo studio del piano forte per iniziare a comporre anche qualcosa di autonomo. Poi, sto partecipando a un concorso, al quale ho preso parte anche l’anno scorso e che mi ha premesso anche di capire che il palco è proprio il mio posto. Diciamo che sono riuscita a capirlo in maniera chiara e concreta grazie a questo talent, che mi ha permesso di collaborare con la Beat Up.”

Cosa ti auguri?

“Sto partecipando a questo concorso e per me è già una vittoria. Sicuramente, arrivare in finale è top, ma già essere apprezzata da una giuria competente significa già tantissimo. Mi auguro in futuro di riuscire a intraprendere la strada così complicata del diventare una cantante e riuscire a essere soddisfatta.”

Articolo a cura di: Katia Di Luna

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