Alimentazione estate

Titolo Alimentazione estate post-Covid con equilibrio e consapevolezza

In questo periodo di emergenza Covid-19 molti di noi sono stati in lockdown, cercando di trascorrere il tempo dilettandosi in cucina. Condizione che ha però comportato aumento di peso e sedentarietà, e dunque il bisogno di rimettersi di nuovo in forma per affrontare la stagione estiva. Per questa ragione Radio Power Italia ha contattato il dott. Giuseppe Lupica, medico ed esperto in nutrizione per chiedergli quali sono le migliori dritte da seguire riguardo la dieta post-quarantena.

L’emergenza Covid-19 ha portato dei cambiamenti anche dal punto di vista alimentare spesso eccedendo con le quantità. Quali sono i consigli per ribilanciare la dieta? Che cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare?

Dopo questo periodo di quarantena in cui un po’ tutti ci siamo cimentati nella pasticceria e nella ristorazione in generale, abbiamo un po’ preso inconsapevolmente qualche chilo dovuto alla sedentarietà. Quindi, stare tutto il giorno sul divano ha portato ad avere poca attività fisica. Direi che la prima cosa da fare è quello di ricominciare ad avere uno stile di vita attivo, che ovviamente non significa fare le maratone o sfondarsi di sport, ma iniziare gradualmente a fare qualche piccola passeggiata se si ha l’opportunità di avere un parco. Dunque, percorrere 4-5 chilometri al giorno che equivale a un’ora di passeggiata alla sera per contribuire a possibile un cambiamento. Inoltre, non bisogna modificare troppo l’alimentazione in termini di quantità senza ridurre del tutto alcune fonti necessarie come i grassi e carboidrati. Occorre poi prediligere frutta e verdura poiché danno sazietà e permettono più facilmente di tenere sotto controllo le quantità, evitando digiuni prolungati. Questi ultimi, infatti, portano a sottoporsi a delle abbuffate, e di conseguenza si va incontro a un introito calorico maggiore di quello di cui ci si era prefissati.

Che cosa intende invece per introito ipocalorico?

Per ipocalorico s’intende meno di quello che consuma il corpo. Quest’ultimo, infatti, consuma delle calorie che sono l’unità di misura che indica l’energia che deve bruciare al giorno. Il nostro corpo consuma la maggior parte delle calorie per mantenere attivi tutti i sistemi, ad esempio ogni cellula consuma un tot di calorie. In più, ci sono delle calorie supplementari che sono consumate tramite l’attività fisica o anche una semplice chiacchierata a telefono. Questo comporta un TDE che sarebbe il consumo attuato dal nostro corpo, quindi noi definiamo un’alimentazione ipocalorica quando assumiamo meno calorie rispetto a quello che consumiamo.

Per quanto riguarda il post-lockdown, quali sono i tempi di recupero in termini di peso?

I tempi sono estremamente variabili e soprattutto dipendono da quanto peso si è accumulato in quarantena. C’è chi è ingrassato di un chilo, e quindi può perdere peso nell’arco di poche settimane e chi invece ha accumulato 5-6 chili ha bisogno di un lasso di tempo superiore. Inoltre, altri fattori come quantità di attività fisica o la capacità metabolica di partenza del soggetto, renderanno il processo di recupero o più lento o più veloce. Comunque, un soggetto che non ha preso tantissimi chili durante la quarantena e ricomincia con un’attività fisica equilibrata e un’alimentazione sana, può benissimo perdere i chili in eccesso nell’arco di circa un mese.

E chi invece è sempre soggetto al cosiddetto “effetto yo yo” come dovrebbe affrontare questi periodi?

L’effetto yoyo un classico e molto comune nelle diete. Per chi non lo sapesse, questo si verifica quando s’inizia una dieta, si dimagrisce, si smette e poi si torna a ingrassare perché molte volte le diete che vengono proposte sono estremamente restrittive in termini di quantità e di fonti nutritive. Quando si smette di fare una dieta perché si è dimagriti, si ha anche un’inconsapevolezza dei cibi “consigliati“e per ovvie ragioni si tende a tornare a mangiare come prima delle restrizioni. Quindi, si è portati a riaccumulare rapidamente i chili persi un po’ perché il metabolismo si è rallentato, causando la restrizione calorica. Quest’ultima comporta a fare una dieta ipercalorica, ovvero mangiare di più di ciò che si consuma. Per evitare questo problema, consiglio sempre di fare una dieta flessibile, un protocollo molto famoso in America che non da importanza alla fonte nutritiva da cui si prendono calorie, bensì all’introito calorico giornaliero. Dunque, in questo modo le persone prendono più consapevolezza di ciò che mangiano e poi spinge loro a non privarsi di alcuni cibi, tra cui il gelato o la pizza, ma sempre se rientrano nelle regole del piano nutrizionale. In questo modo, la persona non seguirà la dieta più facilmente e non sentirà la necessità di sgarrare.

Sappiamo che ci sono anche molte persone con patologie come ipertensione o diabete. Quali effetti hanno riscontrato durante la quarantena?

Sicuramente, hanno avuto qualche difficoltà in più perché in entrambe le patologie la prima linea terapeutica non è un approccio farmacologico, ma riguarda la dieta. Se l’ipertensione o diabete sono iniziali, si può modificare lo stile di vita inteso come fare attività fisica e modificare la dieta, può portare a maggiore controllo delle due patologie. Ovviamente, in quarantena tutto ciò è venuto a meno sia in termini di qualità e quantità di alimenti e sia in termini di attività fisica. Nei pazienti diabetici non gravi, consiglio di ritornare uno stile di vita più sano e di non ridurre i carboidrati in senso assoluto ma di limitare quelli semplici che possono contribuire ad aumento rapido alla glicemia. Per quanto riguarda invece i pazienti con ipertensione consiglio di modulare e ridurre le quantità di sale, quindi alimenti come gli insaccati o alimenti preconfezionati. I pazienti invece che non hanno queste patologie non devono eliminare del tutto il sale, perché è fondamentale per la giusta idratazione del corpo e per il trasporto del segnale nervoso ecc…

Il sale che contribuisce allo sviluppo della cellulite o smagliature è mito oppure realtà?

No, è assolutamente un mito perché non c’è assolutamente nessuna correlazione scientifica sul fatto che eliminare il sale dalla dieta può portare benefici. Consiglio alle ragazze che vogliono risolvere il problema della cellulite di fare un po’ d’attività fisica associata a una sana alimentazione.  Però, bisogna armarsi di buona volontà per arrivare a un ottimo risultato. Comunque, tantissimi miti sono stati sviluppati partendo da un’idea fondamentale che dopo essere state analizzate da persone competenti in materia, non riscontravano la verità dei fatti. Un esempio è anche quello di eliminare i carboidrati dopo le 18. Quindi, se una persona che è abituata a mangiare pasta la sera ingrassa, il motivo è perché ha mangiato troppo durante la giornata per via di un passaggio da introito ipocalorico a ipercalorico. L’importante, però, è che l’alimentazione sia equilibrata e consapevole.

Dato che si sta avvicinando la stagione estiva e molto spesso la quarantena ha portato una carenza di vitamina D, com’è possibile reintegrarla?

Nella maggior parte delle regioni in Italia, le persone riescono a produrre una buona quantità di vitamina D. Diciamo che per fare una stima necessaria affinché il nostro corpo produca la giusta quantità di questa vitamina bastano 25 minuti di esposizione al sole. Quindi, anche una passeggiata fatta all’esterno di mezz’ora o un’ora ci permette andare a compensare eventuali carenze. Tali mancanze sono frequenti nelle persone che non hanno avuto la possibilità di esporsi al sole.  In questo caso potrebbe essere necessaria un’integrazione fatta tramite integratori che si trovano in farmacia, però stando attenti a non eccedere perché possono provocare dei danni. Ad esempio, nel caso della vitamina D può portare alternazioni nel metabolismo del calcio, e quindi calcoli renali e altre patologie. Dunque, bisogna seguire la dose raccomandata valutando prima se c’è una carenza tramite gli esami del sangue e nel caso ci fosse fare una corretta integrazione di vitamina D. Un altro modo d’integrazione è l’alimentazione con cibi contenenti calcio come i latticini. Comunque, i metodi d’integrazione della vitamina D sono tanti e vari, per fortuna, perché il nostro corpo è una macchina perfetta che riesce a compensare e a trovare un modo per produrre le vitamine. Quindi, è difficile che una persona che ha uno stile di vita sano inteso sia come varietà di alimenti, l’esposizione al sole o la passeggiata ha delle carenze di vitamine D tali per cui devono essere colmate. In generale, se non si ha un’alimentazione ben equilibrata, si può andare incontro a delle mancanze e bisogna stare molto attenti a non eliminare certi alimenti che hanno un ruolo fondamentale per il nostro corpo. Inoltre, consiglio di affidarsi a dei professionisti e che hanno a cura la nostra salute, che è un punto principale per raggiungere un obiettivo di benessere psico-fisico.

A cura di: Katia Di Luna

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